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Predrag Matvejevic per Folco Quilici

I Mari dell'Uomo
Per Folco Quilici
Predrag Matvejevic (Mostar, 7 ottobre 1932 - Zagabria, 2 febbraio 2017)

Abitando l'Altra Europa, ho visto con ritardo i film di Quilici sul mare. Appena emigrato, trovandomi ancora "fra asilo ed esilio", trovai e lessi due suoi libri: Il mio Mediterraneo e I Mari del Sud. Diventai subito debitore di Quilici. Cominciai a seguirlo. L'incontrai finalmente. Se l'avessi conosciuto prima, mi dicevo, forse alcune mie pagine sarebbero state ben diverse, migliori. Lo dissi anche a lui...
Fino a poco tempo fa, non sapevo quasi niente delle fotografie che accompagnavano il lavoro del noto cineasta e saggista Quilici. Vedendole per la prima volta mi chiesi se precedessero questo lavoro come un progetto visuale o lo seguissero come una reminiscenza conclusiva. Accennai a questo proposito in un saggio:
"Il mare non lo scopriamo da soli o non lo guardiamo solo con i nostri occhi. Lo vediamo anche come lo hanno guardato gli altri, nelle immagini e nei racconti che ci hanno trasferito e lasciato - veniamo a conoscerlo e lo riconosciamo al tempo stesso. Abbiamo conoscenza anche dei mari nei quali non ci specchieremo né ci immergeremo mai..." .
Forse in alcune delle mie descrizioni letterarie c'è qualche plagio incosciente, dovuto alle immagini di Folco. Talvolta me ne rendo conto e temo che altri se ne accorgano. E' venuto forse il momento in cui devo confessarlo. Sono quasi sicuro che non avrei scritto L'altra Venezia se non avessi conosciuto prima il volume Venezia che Folco fece con Fernand Braudel, nostro maestro comune per quanto riguarda la storia del "mare nostrum" (dovrei aggiungere come ero geloso e invidioso sapendo che Folco gli fosse tanto vicino, e io no?).
Il discorso sul Mediterraneo ha risentito di una particolare facondia: sole e mare, colori e odori, golfi, isole e porti, navi, palme, cipressi, ulivo, mirto, etc. - viaggi e inviti al viaggio. Simili motivi hanno alimentato a oltranza i luoghi comuni della letteratura. La fotografia, a sua volta, ne è stata vittima, forse più della letteratura stessa, essendo più accessibile, voglio dire banalizzabile.
Le fotografie di Folco Quilici mi sembrano contenere una sfida ai luoghi comuni e alla banalizzazione. Una sfida assoluta, alla quale sono lieto di poter dedicare queste righe.

Tratto da "I Mari dell'Uomo". Fratelli Alinari, 2008