MirabiliAlinari. 10 pillole video per 10 oggetti degli Archivi Alinari

MirabiliAlinari è il nuovo progetto di Fondazione Alinari: 10 pillole video presentate con passione da specialisti per scoprire le meraviglie Alinari, un archivio fotografico sorprendente e straordinario, e in parte ancora sconosciuto.

Protagonista di ogni cortometraggio è un oggetto, o una tipologia di oggetti, scelti per rarità, preziosità e per la storia che sono in grado di narrare. Racconti che mettono in luce la sperimentazione tecnica che attraversa tutto l’Ottocento, l’aspetto materico della fotografia analogica e le sue - per noi oggi - “curiose” modalità di fruizione.

Si parte dal pezzo più antico della collezione, il "Dagherrotipo di Firenze sotto la neve", datato 1841, per arrivare all’ autocromia, primo procedimento fotografico a colori d’inizio Novecento.

In questo viaggio in 10 tappe all’interno dell’archivio non si parla solo di tecniche: ogni oggetto porta con sé un racconto particolare che non manca di gettare luce su aspetti più ampi della storia sociale (come per il Tabellone Crisanti) e politica dell’Ottocento (con l’album Congrés de Paris) o sulla poetica di un artista, come nel caso della macchina fotografica di Wilhelm von Gloeden.

Come i pellegrini del Medioevo ricorrevano ai Mirabilia urbis, le prime guide ai monumenti di Roma, con questo progetto intendiamo accompagnare curiosi e appassionati nella visita dello straordinario Archivio che si è venuto a costituire sotto il nome dei valorosi e mirabili Fratelli Alinari.

Il dagherrotipo di Firenze sotto la neve



Il dagherrotipo di Firenze sotto la neve – La fotografia più antica degli Archivi Alinari (1841 ca.)

presentato da Emanuela Sesti, storica dell’arte

Emanuela Sesti racconta il più antico oggetto fotografico dell’Archivio, una precoce e straordinaria testimonianza di paesaggio urbano durante una nevicata, agli esordi della fotografia e in un clima culturale dove scienza e sperimentazione fotografica si intrecciano.

L’album Congrès de Paris



L’album Congrès de Paris – Una fonte fotografica preziosa per la storia europea (1856)

presentato da Luigi Tomassini, storico della fotografia

Vincitori e vinti sono riuniti nel Congresso per la firma delle condizioni di pace al termine della guerra di Crimea. I potenti della terra posano davanti l’obiettivo fotografico. Luigi Tomassini ci spiega come le gerarchie politiche si riflettano nella sequenza compositiva dell’album in un periodo in cui la fotografia comincia ad assumere un ruolo importante nella comunicazione.

L’apparecchio fotografico di von Gloeden



L’apparecchio fotografico di von Gloeden – Inquadrature d’artista

presentato da Monica Maffioli, Storica della fotografia

L’apparecchio fotografico di Wilhelm von Gloeden per lastre negative su vetro in formato 30x40 cm fu utilizzato dal fotografo per realizzare molte delle sue celebri immagini, come il Caino ed Elegie. Monica Maffioli ci guida nell’universo creativo dell’artista e nelle tortuose vicende che hanno accompagnato la storia del Barone e del suo archivio.


Ritratto di bambina in dagherrotipia



Ritratto di bambina in dagherrotipia – Il restauro del Fondo Oggetti Unici

presentato da Barbara Cattaneo, funzionario restauratore dell’Opificio delle Pietre Dure

Barbara Cattaneo ci introduce nel mondo della conservazione e del restauro di straordinari oggetti come i dagherrotipi, immagini realizzate con il più antico procedimento fotografico. I materiali diversi utilizzati per custodire le preziose immagini – cornici, astucci, rivestimenti in tessuto – sono talvolta in grado di restituire sorprendenti informazioni sul soggetto del ritratto.


Gli ambrotipi del tabellone Crisanti



Gli ambrotipi del tabellone Crisanti – Il campionario di uno stabilimento delle origini (1859-1865 ca.)

presentato da Francesca Bongioanni, conservatrice di Fondazione Alinari per la Fotografia

Ai confini dello Stato della Chiesa il fotografo Paolo Crisanti espone il campionario pubblicitario della sua attività: 57 ritratti, ambrotipi, raccolti in una unica cornice. Il tabellone rappresenta nel suo insieme una testimonianza unica, uno spaccato sociale della piccola comunità di Acquapendente nella seconda metà dell’Ottocento.

Il megaletoscopio di Carlo Ponti



Il megaletoscopio di Carlo Ponti – Un macchinario ingegnoso

presentato da Anna Giatti, Conservatrice e restauratrice

Il Megaletoscopio di Carlo Ponti del 1870 ca. ci introduce nell’ambito dell’intrattenimento, nei salotti dell’alta borghesia ottocentesca. Anna Giatti ci mostra il funzionamento e gli effetti spettacolari come il passaggio dal giorno alla notte di una veduta veneziana o l’eruzione del Vesuvio, svelandone i curiosi meccanismi. Un esempio antico dell’indagine quanto mai attuale del rapporto tra realtà, visione e percezione.

Negativi su carta



Negativi su carta – I calotipi nelle collezioni Alinari

presentato da Marta Magrinelli, archivista

I calotipi, preziosi e rari negativi su carta presenti nelle collezioni Alinari, sono il primo procedimento che rende riproducibile la fotografia. Con Marta Magrinelli ripercorriamo le principali tappe che hanno tracciato la storia di questa tecnica e apprezziamo il fascino suggestivo di queste preziose e fragili opere su carta.

Autocromie



Autocromie – Giorgio Roster e la collezione Alinari

presentato da Giulia Fraticelli, restauratrice

Giulia Fraticelli ci guida nel mondo delle autocromie di Giorgio Roster, puntando l’attenzione su una delle tappe più significative nella lunga evoluzione della fotografia a colori. Per Roster la fotografia — intesa come specchio fedele del mondo — era uno strumento di ricerca e un fondamentale alleato didattico, a cui mancava però la ricchezza informativa che solo il colore può offrire.

La sua continua ricerca di una riproduzione cromatica verosimile non si limitò alla coloritura manuale delle diapositive, ma lo portò a seguire da vicino le sperimentazioni e gli sviluppi dei primi processi fotografici a colori.

Presso la Fondazione Alinari sono custodite un centinaio di autocromie attribuite a Roster: soggetti prevalentemente ritrattistici di ambito familiare che documentano il suo approccio innovativo alla fotografia.

Il negativo "imperiale" del San Giorgio di Donatello



Il negativo "imperiale" del San Giorgio di Donatello - lastre extra formato

presentato da Rita Scartoni, responsabile progetti FAF

Il San Giorgio di Donatello, una delle sculture iconiche del primo Rinascimento fiorentino, è il soggetto di un monumentale negativo in vetro.

Tra le lastre di grande formato che si conservano oggi nell’archivio Alinari e che costituiscono un patrimonio unico al mondo, il cosiddetto negativo “imperiale” che riproduce il San Giorgio è uno degli esempi più spettacolari. Questi giganti di vetro permettevano di ottenere stampe positive di grande formato, di dimensioni uguali a quelle del negativo, attraverso la stampa a contatto.

Un viaggio nello stabilimento Alinari di fine Ottocento dove perizia tecnica e sensibilità artistica si incontrano.

Gli obiettivi da ritratto



Gli obiettivi da ritratto - la collezione degli obiettivi storici di Alinari

presentato da Corrado D’Agostini, studioso di ottica fotografica

Tra gli obiettivi della collezione Alinari, e in particolare tra quelli destinati al ritratto, uno spicca per la sua straordinarietà: il n. 18296, una lente di dimensioni eccezionali, alta 53 cm con lunghezza focale di 68 cm, capace di produrre immagini di 51×51 cm con il soggetto ritratto perfettamente a fuoco. Un risultato di notevole importanza per l’epoca della sua costruzione, ovvero il 1865.

Si trattava di strumenti estremamente costosi, e proprio per questo rari: si stima che attualmente ne sopravvivano soltanto due o tre comparabili al n. 18296 conservato negli archivi Alinari. Veri cimeli che testimoniano un periodo di grande fervore tecnico e produttivo nella storia della fotografia.

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